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title: "Malattia di Parkinson: la diagnosi precoce con l’esame dell’occhio"
description: I ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi hanno notato una correlazione tra il Parkinson e l’assottigliamento della retina. Una svolta per la diagnosi
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# [Malattia di Parkinson: la diagnosi precoce con l’esame dell’occhio](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/malattia-parkinson-diagnosi-precoce-esame-occhio)

 Scritto da [Paolo Rossi Castelli](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/paolo-rossi-castelli) | 10 mag 2024

Interessante studio dei ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi. L’assottigliamento della retina, misurato con un’attrezzatura sofisticata, permette di riconoscere la malattia del Parkinson e i malati che sono più a rischio di deterioramento cognitivo.

La preoccupazione più grande, per i pazienti che ricevono una diagnosi di **Parkinson** o di altre **malattie neurodegenerative**, è quella relativa al futuro: «E adesso? Cosa mi devo aspettare, cosa mi succederà?» I neurologi, però, molto spesso non riescono a rispondere con precisione a queste domande, «*perch**é* - spiega Ane Murueta-Goyena, ricercatrice presso **l’Università dei Paesi Baschi** - *l’evoluzione della patologia tende a essere molto varia: alcuni malati non subiscono danni particolarmente gravi nel corso degli anni, mentre altri devono affrontare la **demenza**, o una sedia a rotelle*».

L’identificazione precoce dei malati di Parkinson che sono più a rischio di **deterioramento cognitivo** rappresenterebbe un vantaggio importante, perché consentirebbe di attivare con il massimo anticipo tutti gli **strumenti terapeutici** possibili. Una via nuova in questa direzione - secondo il team di Ane Murueta-Goyena - può essere **l’analisi delle caratteristiche della retina**.

Questo esame viene già utilizzato per la diagnosi del Parkinson (ed è allo studio anche per la **demenza di Alzheimer**), ma finora ha permesso di confermare solo l’ipotesi della malattia, non il suo andamento. I ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi, invece, sono andati oltre, “esplorando”, come dicevamo, anche la possibilità di prevedere il peggioramento cognitivo, con risultati significativi, che sono apparsi sulla [rivista scientifica Npj Parkinson’s Disease](%5bhttps:/www.nature.com/articles/s41531-024-00637-x), del gruppo Nature. Ma **perch****é ****proprio la retina?**

### **Una finestra sul cervello**

Questa fondamentale membrana, sistemata nella parte posteriore dell’occhio, a diretto contatto con i nervi che veicolano le informazioni visive al **sistema nervoso centrale**, rappresenta una sorta di finestra sempre aperta sulle condizioni del cervello. Esaminando la retina tramite una tecnica del tutto innocua, chiamata** tomografia a ****coerenza ottica** (la stessa impiegata per seguire l’andamento di diverse patologie dell’occhio, come la maculopatia), i ricercatori baschi sono riusciti a capire chi, tra i malati, era destinato a un rapido declino cognitivo e motorio, e chi no.

Gli studiosi, in particolare, hanno valutato i dati relativi a **156 pazienti con il Parkinson e a 72 persone sane di controllo** (nell’arco di sei anni, tra il 2015 e il 2021), trovando un andamento molto tipico. Inizialmente, infatti, lo spessore in uno dei punti misurati (lo strato plessiforme interno delle **cellule gangliari parafoveali**: questo il nome tecnico) diminuisce a una velocità doppia nei malati di Parkinson, rispetto alle persone di controllo, fino a raggiungere valori minimi. A quel punto, però, la degradazione della retina si stabilizza, e il fenomeno si inverte: **nei pazienti destinati a peggiorare, l****’****assottigliamento della retina rallenta, mentre il danno cognitivo e quello motorio avanzano**; e più il cambiamento retinico è lento, più gli altri danni sono gravi e rapidi. In un altro punto di misurazione, invece (quello delle **fibre nervose retiniche peripapillari**), l’assottigliamento della retina e **il peggioramento del Parkinson procedono sempre di pari passo**.

### **Parametri molto precisi**

Secondo i ricercatori, il primo punto di misurazione, da solo o insieme al secondo, potrebbe diventare uno strumento di diagnosi precoce molto importante, soprattutto per impostare fin da subito la strategia terapeutica più adatta al singolo paziente.   
**La tomografia a coerenza ottica è disponibile in molti reparti di oculistica**. Per questo, se i dati fossero confermati, potrebbe diventare uno **strumento di diagnosi differenziale** del Parkinson da consigliare al momento della diagnosi, ma potrebbe essere adatta anche agli **screening di massa** da proporre a tutta la popolazione, per esempio **dopo una certa età**.

 

         

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